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sabato 17 dicembre 2011

Helen Merrill: Music Makers (1986)

Repost from Splinder (19 jul. 2009)


Nelle calde serate estive a Marina di Massa mi capita, ogni tanto, di pescare a caso fra vecchi dischi che non ascoltavo più da anni e ritrovare perle dimenticate, che il tempo ha ricoperto di polvere, ma che meritano di essere ricordate.
Oggi voglio riportare all'attenzione un piccolo gioiello, realizzato più di 20 anni fa da una cantante molto apprezzata dagli appassionati, anche se non molto conosciuta dal grande pubblico: Helen Merill, classe 1930.
Il disco si intitola Music Makers (OWL JULIA 044) ed è del 1986.



Round Midnight
Sometimes I Feel Like a Motherless Child
A Tout Choisir
When Lights Are Low
And Still She Is With Me
Music Makers
Laura
As Times Goes By
A Girl in Calico
Solitude
Lady Br Good
Nuages

    Si tratta del secondo disco “francese” della cantante, cui la casa discografica parigina aveva dato una chance per uscire dalle concessioni commerciali imposte dalle majors statunitensi. Il primo era No Tears, No Goodbyes (OWL JULIA 038) del 1984, in duo con il raffinato pianista britannico Gordon Beck, che ritroviamo anche in questo secondo album.
    Quando Music Makers uscì mi trovavo a Parigi e venni indotto al suo acquisto da una lusinghiera recensione apparsa su Jazz Hot di ottobre di quell'anno e ne rimasi subito conquistato. Si tratta di un disco particolare, diverso dagli altri lavori della cantante. Un disco intimista, raffinato in cui, oltre a Gordon Beck, troviamo due ospiti straordinari: Steve Lacy al sax soprano nei primi sei brani e Stephane Grappelli al violino nei rimanenti sei.
    L'apporto di Gordon Beck è particolarmente efficace sia al piano acustico, che a quello elettrico, così come è curioso trovare Steve Lacy che si cimenta nell'interpretazione di standards. Che dire poi di Stephane Grappelli sempre brillante e pieno di ritmo.
    In questo album però, più ancora che nel precedente, si evidenziano, soprattutto, le straordinarie capacità vocali della cantante, la cui voce cangiante affronta con grande personalità alcuni famosi standards, senza cadere nella banale ripetitività, cercando soluzioni vocali innovative. Una voce unica capace di esprimere sentimenti e passioni dal profondo dell'anima ed in grado di «trasformare la più insignificante melodia in un raggio di sole» (Jazz Hot).
    Il successo riscosso, soprattutto in Francia, da questo album ed in generale dal duo Merrill-Beck, fece sì che i due per anni fossero presenti nei vari festivals estivi.
    Il video, amatoriale di scarsa qualità, che presento di seguito, è tratto da uno di questi festival di alcuni anni dopo, in cui i due presentano il noto standard My Favorite Things.

    lunedì 12 dicembre 2011

    Grappelli & Petrucciani: un felice connubio discografico

    Repost from Splinder (24 jan. 2009)


    Chi, come me, colleziona dischi, fra le centinaia e centinaia di albums ne privilegia un certo numero ( i famosi "dischi da portare su di un'isola deserta") nei confronti dei quali nutre una  particolare attrazione, non sempre dovuta, esclusivamente, al solo valore artistico-musicale, ma anche legata a vari fattori contingenti e di gusto personale.
    Nel mio caso fra i numerosi dischi inclusi nella suddetta categoria voglio oggi segnalare: Flamingo (Dreyfus Jazz - 1996) con Stéphane Grappelli e Michel Petrucciani, sostenuti ritmicamente da George Mraz al basso e Roy Haynes alla batteria.


    1. These Foolish Things
    2. Little Peace in C for U
    3. Flamingo
    4. Sweet Georgia Brown
    5. I Can't Get Started
    6. I Got Rhythm
    7. I Love New York in June
    8. Misty
    9. I Remember  April
    10. Lover Man
    11. There Will Never Be Another You
    12. Valse du Passe

    Da pochi giorni mi ero trasferito a Parigi quando venne diffusa la notizia della scomparsa di Stéphane Grappelli, il violinista francese considerato, con Joe Venuti e Stuff Smith, uno dei massimi esponenti di quello strumento in campo jazzistico.

    In situazioni del genere a me viene voglia, e penso di non essere il solo, di rendere omaggio a questi grandi che ci hanno lasciato, riascoltando la loro musica. Nel caso specifico mi accorsi che, a parte il cofanetto con tutte le incisioni con Django Reinhardt e il Quintette du Hot Club de France, non avevo dischi più recenti. Così andai in quel paradiso del disco che era allora la FNAC di Parigi dove trovai questo disco e ne rimasi subito affascinato.





    Sweet Georgia Brown


    I Can't Get Started


    Com'è possibile capire dai brani proposti, si tratta di un album che presenta alcune caratteristiche particolari che lo rendono unico nel suo genere, grazie anche all'uso del violino, strumento non comune nel jazz. Infatti vede il connubio di due dei più grandi jazzisti francesi ed europei, che, pur separati da quasi cinquant'anni d'età, s'integrano perfettamente come se avessero suonato insieme da sempre. Petrucciani ha così commentato il suo incontro con Grappelli:

    Quando hai l'opportunità d'essere complice di un musicista del calibro di Stéphane Gappelli, di poter condividere la sua conoscenza della Musica e dei suoi segreti, ti rendi conto che il jazz ti ama.

    Vi è poi la scelta dal repertorio costituito quasi esclusivamente da standards famosi, che facilitano il dialogo improvvisativo dei due artisti, aiutati in questo dallo straordinario contributo ritmico di due grandi professionisti come George Mraz e Ray Haynes.
    Insomma un disco diverso, piacevole tutto d'ascoltare.

    lunedì 28 novembre 2011

    Operazione nostalgia: Tornerai

    Pubblicato giovedì 31 maggio 2007

    Questo vecchissimo video, proveniente anche lui dalla mia raccolta, ci mostra lo straordinario quintetto dell'Hot Club de France con Django Reinhardt e Stephane Grappelli in un brano famoso: quel Tornerai del nostro Dino Olivieri, che in francese divenne Je T'attendrai.


    ...


    Durante la II guerra mondiale questo fu il brano più cantato dalle mogli italiane e francesi. Riascoltando questa canzone la mia memoria è tornata a quegli anni ed ho rivisto l'emozione negli occhi di mia madre quando l'ascoltava, nella totale assenza di notizie sulla sorte di mio padre, che, per fortuna, alla fine della guerra è tornato!!!


    N.B.
    Il video postato infrangeva ipotetici diritti di proprietà intellettuale, pertanto è stato sostituito dalla versione ufficiale del video stesso in accordo con il titolare dei suddetti, sempre ipotetici, diritti.