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lunedì 5 dicembre 2011

BIRDLAND


Pubblicato domenica 29 luglio 2007

Ho deciso di dedicare la pagina odierna, anziché ad un musicista o a un disco, ad un brano che amo moltissimo, presentandone le due versioni più famose.
Si tratta di Birdland scritta nel 1977 da Joe Zawinul per lo storico gruppo di jazz-rock (o fusion) Weather Report e apparsa per la prima volta nell'album Heavy Weather. Quel disco riscosse un successo strepitoso ed il brano divenne subito popolarissimo, un vero e proprio standard. Il titolo si ispira al noto jazz club newyorkese sulla 52nd street, il cui nome derivava dal soprannome "bird" di Charlie Parker, e dove negli anni '50 si esibivano i più famosi jazzisti. Da ciò molti pensarono che il brano si ispirasse o fosse dedicato a Parker, ma in  un intervista Zawinul smentì questa interpretazione, spiegando che il brano si ispirava alle atmosfere della big band di Count Basie che spesso aveva suonato in quel locale.
Il filmato scelto è stato ripreso nel 1978 durante un concerto live a Francoforte; la formazione del gruppo è leggermente diversa da quella del disco, infatti oltre a ZawinulShorter e Pastorius troviamo Peter Erskine alla batteria e percussioni, invece dei due percussionisti dell'album.


Nel 1979 il cantante e paroliere Jon Hendricks, aggiunse al brano un testo e questa nuova versione venne inclusa dai The Manhattan Transfer nell'album Extensions  e successivamente ripreso nel loro famoso album Vocalese del 1985. Anche in questo caso il brano riscosse un successo strepitoso e venne addirittura scelto dal gruppo come sigla.
Il video scelto per questa versione è stato realizzato in concerto dal vivo a Tokio nel 1986.


venerdì 2 dicembre 2011

Joe Zawinul: jazz e fusion


Pubblicato sabato 13 ottobre 2007

Il mese scorso, l'11 settembre, moriva a Vienna, all'età di 75 anni Joe Zawinul, eclettico pianista e dotato compositore, uno dei fondatori, con Wayne Shorter del jazz-rock o fusion.
Mesi orsono dedicai una pagina alla sua composizione più famosa, quel Birdland (qui) che lo aveva fatto conoscere universalmente anche al di fuori del mondo del jazz.
La sua morte lo ha riportato alla ribalta, tutti i principali quotidiani o telegiornali ne hanno parlato, ricordandolo, prevalentemente, circondato dalle sue tastiere e con il caratteristico scuffiotto multicolore.



Queste due bellissime foto, opera di un caro amico di Battipaglia, appassionato di jazz e provetto fotografo, lo ritraggono in un concerto tenuto a Vicchio (Firenze) nel marzo scorso.
Per quanto sopra detto non stò quindi a rievocarne i fasti più o meno recenti e voglio invece tornare ai suoi esordi jazzistici, in giacca e cravatta, quando verso la metà degli anni '60 entrò a far parte del quintetto di Julian "Cannonball" Adderley, il quale per primo ne intuì le notevoli doti pianistiche. Di lui diceva «il ragazzo ha tocco elegante di Shearing e l'anima soul di Ray Charles». La conferma di questo giudizio si può avere da le due clip scelte per ricordare quegli anni, che sono, appunto, con quel quintetto che comprendeva anche Nat Adderley alla tromba, Sam Jones al basso e Louis Hayes alla batteria. Un gruppo in quegli anni molto popolare che raggiunse anche i vertici del Hit Parade con quel Mercy, Mercy, Mercy scritto proprio da Zawinul.
I brani eseguiti sono nell'ordine: Arriving Soon e Unit Seven




Un altro suo brano notissimo è A Silent Way, scritto per Miles Davis nel 1968, quando iniziò la loro collaborazione, e che dette il titolo al famoso album elettrico dello stesso Davis.
Nel 1991 Miles Davis era in tournée  a Parigi, in una delle sue ultime apparizioni in pubblico prima della sua morte, avvenuto il 28 settembre di quello stesso anno. In zona c'era anche Zawinul, con Wayne Shorter anche lui protagonista di quella famosa incisione, e Miles li invitò per una storica reunion dedicata a A Silent Way.


Chiudo con una curiosità, qui sotto ho inserito la versione di A Silent Way, interpretata sempre da Davis e c. come in origine era stata scritta da Zawinul prima dello stravolgimento della versione elettrica.