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mercoledì 10 gennaio 2018

Il prossimo 19 gennaio esce "We Play for Tips" (EFLAT 2018) il nuovo album di Francesco Cafiso


Francesco Cafiso non ha ancora compiuto 29 anni, li compirà il prossimo 24 maggio, ma è già un veterano con oltre 15 anni di esperienza alle spalle. A soli 13 anni suona con Wynton Marsalis. In questo video realizzato amatorialmente a Lucca è possibile apprezzarne la grinta e la padronanza dello strumento




Nel 2009 viene invitato a Washington D.C. per i festeggiamenti per l'elezione di Barack Obama. Nello stesso anno a Umbria Jazz viene nominato "ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo".
Questa intensa attività musicale è documentata in una quindicina di dischi che testimoniano la sua maturazione artistica.
Nel 2015 pubblica il ponderoso triplo CD "3" comprendente tre diversi album che lo vedono nelle vesti di compositore, arrangiatore ed esecutore.



Il nuovo disco, che l'artista mi ha inviato in anteprima, costituisce una specie di estensione di uno dei tre dischi contenuti nell'album precedente, quello in quartetto intitolato "20 Cents Per Note".
Realizzato con un nonetto, un gruppo di giovani talentuosi artisti, sei fiati più ritmica, comprende dieci brani, tutte composizioni originali del leader, che spaziano dal blues allo swing, con riferimenti alla città di New Orleans, a cominciare dal titolo che richiama i musicisti di strada che suonano con la speranza delle Tips (le mance).



Un disco che, pur nel solco della tradizione, ci offre interessanti novità compositive, piene di energia e robuste sonorità, che, a volte, fanno pensare di ascoltare una big band anziché un nonetto.

Il Francesco Cafiso Nonet è formato da: Francesco Cafiso sax alto, flauto; Marco Ferri sax tenore, clarinetto; Sebastiano Ragusa sax baritono, clarinetto basso; Francesco Lento tromba, flicorno; Alessandro Presti tromba, flicorno; Humberto Amésquita trombone; Mauro Schiavone pianoforte; Pietro Ciancaglini contrabbasso; Adam Pache batteria.





domenica 11 dicembre 2011

Francesco Cafiso: giovane sassofonista siciliano dal grande futuro

Pubblicato il 10 settembre 2010

Il giovane sassofonista jazz siciliano Francesco Cafiso ha compiuto, da pochi mesi, solo 21 anni, ma è già un veterano, avendo iniziato ad esibirsi in pubblico fin da ragazzino.


All'età di 13 anni, durante il Festival del Jazz di Pescara del 2002, venne notato da Wynton Marsalis, il quale lo volle con sé nella sua tournée europea. Da allora ha suonato con tutti i più grandi jazzisti non solo italiani, ha inciso numerosi dischi molto apprezzati ed è stato insignito di numerosi premi. Nel gennaio 2009 è stato chiamato a suonare negli Stati Uniti nel corso dei festeggiamenti per l'insediamento del presidente Barack Obama.
Recentemente sono usciti due suoi nuovi dischi:
* Travel Dialogues (Jazzy JR0001-2010) in duo, con l'altro giovane talento siciliano, il pianista Dino Rubino,
* 4 out (abeat for JAZZ AB JZ 084-2010) con un più consueto quartetto, sempre con Rubino e con Paolino Dalla Porta al basso e Stefano Bagnoli alla batteria.


Il primo in particolare concretizza su disco un progetto che i due hanno sviluppato lo scorso anno, con successo, in vari concerti.


Un lavoro interessante, in cui il dialogo fra i due si snoda fra momenti lirici e veloci improvvisazioni, basato sulla rilettura di una decina di brani vari che spaziano da Moonlight Serenade ai temi parkeriani, prediletti da Cafiso, legati fra loro da brevi break improvvisati. Interessante la scelta, fra gli altri, di un tema inconsueto come O Que Será di Chico Buarque. In sintesi un bel disco da ascoltare più di una volta per cogliere a pieno la valenza artistica dei due musicisti.


Con il secondo disco si torna a un più classico quartetto in cui troviamo due strumentisti dello spessore di Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli. Il tutto ci offre un'atmosfera più energica e ispirata in cui l'intera sezione ritmica offre a Cafiso un sostegno eccellente per evidenziarne a pieno le straordinarie capacità tecniche ed improvvisative.
Particolare attenzione meritano le tre composizioni di Cafiso inserite nel disco, di cui solo una Bach's Flower, inedita, eseguita con grande delicatezza al sax soprano. Si tratta di tre piccole perle che non sfigurano nel confronto degli altri brani presenti nel disco, anzi, a mio parere, è proprio in esse che il sassofonista dà il meglio di sé, dimostrando di essere pronto per aspirare a sempre maggiori traguardi.
Concludiamo con un video amatoriale ripreso la scorso anno ad Ascona, in cui Cafiso esegue Stars Fell on Albama con un quartetto che dovrebbe essere lo stesso del disco.