mercoledì 14 dicembre 2011

Gianni Basso, Oscar Valdambrini & Dino Piana: due dischi storici.

Repost from Splinder (19 maj 2009)


Finalmente dopo 50 anni vengono pubblicati in CD dalla casa discografica Deja Vu di Paolo Scotti i due primi storici LP del quintetto Basso Valdambrini: l'omonimo BASSO VALDAMBRINI QUINTET del 1959 e BASSO VALDAMBRINI plus DINO PIANA del 1960.
I due dischi vengono presentati in una gradevole confezione cartonata che riproduce esattamente le copertine dell'epoca.
Gianni Basso (sax tenore e clarino, 1931) e Oscar Valdambrini (tromba, 1924-1996), due “Giganti del Jazz Italiano”, entrambi piemontesi, hanno iniziato la loro lunga e felice collaborazione nei primi anni '50, militando insieme in vari contesti, fra i quali l'orchestra di Armando Trovajoli, raggiungendo uno straordinario affiatamento. Nel 1955 furono fra i fondatori del Sestetto Italiano, primo storico gruppo nazionale che si ispirava alle novità jazzistiche provenienti d'oltreoceano e che comprendeva anche Attilio Donadio al sax alto, Giampiero Boneschi al piano, Berto Pisano al basso e Rodolfo Bonetto alla batteria.

Nel 1956 quel gruppo prese parte al 1°Festival del jazz di Sanremo, ma nella stessa serata i due presentarono anche un quintetto a loro nome, costituito per l'occasione e che comprendeva Renato Angiolini al piano, Berto Pisano al basso e Gil Cuppini alla batteria, una specie di antesignano del futuro gruppo stabile.
Nel 1958 si esibirono nuovamente in quintetto a Sanremo con Enrico Intra al piano per Angelini.
I due dal 1956 suonavano stabilmente, con varie formazioni, anche alla Taverna Messicana di Milano, luogo di ritrovo di tutti i jazzisti italiani e stranieri di passaggio nel capoluogo lombardo. Nella foto seguente li vediamo nel novembre del 1958 assieme a Billie Holiday con il gruppo del momento, comprendente ancora Intra al piano (di lì a poco sostituito da Renato Sellani), Giorgio Azzolini al basso e Gianni Cazzola alla batteria. La cantante era stata accompagnata nel locale da alcuni ammiratori per farle dimenticare i fischi della infelice esibizione al teatro Smeraldo.


Da sinistra a destra Intra, Valdambrini, la Holiday, Azzolini, Basso e Cazzola


Nel febbraio del 1959 il quintetto poté finalmente entrare in sala d'incisione per realizzare il primo LP a proprio nome.

La formazione aveva raggiunto un livello qualitativo eccellente, il risultato fu di altissimo livello e l'album riscosse un ampio successo di critica e venne pubblicato anche negli USA. Ascoltandolo oggi se ne trae ancora una indescrivibile emozione e non sembra assolutamente che siano trascorsi 50 anni.
L'anno seguente il gruppo tornò in sala d'incisione rinforzato dal trombonista Dino Piana, recente rivelazione del concorso radiofonico La Coppa del Jazz.


Fu un connubio straordinariamente felice e mise definitivamente in luce colui che era destinato a divenire il miglior trombonista italiano di jazz moderno. Anche questo secondo album è da considerarsi una vera e propria perla nel panorama discografico di quegli anni, e la sua ripubblicazione non può che essere accolta con grande piacere.
Trent'anni dopo, nel 1990, per celebrare questo prima felice incontro il gruppo si riunì per esibirsi nuovamente in diverse città italiane. In tale occasione Lino Patruno realizzò delle interviste con alcuni dei protagonisti, completate dall'esecuzione da parte del sestetto del classico brano di Gerry Mulligan Bernie's Tune, e che possono essere viste di seguito, grazie alla cortesia del maestro Patruno, che mi ha autorizzato ad utilizzarle.



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