martedì 20 dicembre 2011

Chick Corea e CIRCLE (1970-71): una breve, ma significativa, esperienza di ricerca espressiva

Repost from Splinder (7 apr. 2010)

Ancora una volta, purtroppo, il mio crazy heart ha fatto i capricci, richiedendo, dopo quello di due anni fa, un nuovo ricovero ospedaliero. Per fortuna anche questa volta sono qui a raccontarlo.
Prima del black out stavo per mettere i rete questo post su un gruppo che agli inizi degli anni '70 ebbe breve vita, ma una certa popolarità soprattutto in Europa. Il nome CIRCLE dirà molto poco ai non addetti ai lavori, ma i nomi dei componenti, allora tutti abbastanza giovani, sono oggi molto noti: Chick CoreaAnthony BraxtonDave HollandBarry Altschul.
Quarant'anni fa, più o meno in questo periodo, Chick Corea, dopo aver militato per un paio d'anni nei gruppi di Miles Davis, decise che era giunto il momento di distaccarsi gradualmente dal maestro, di mettere a frutto quella irripetibile esperienza e di rimettersi in proprio per continuare a cercare nuove strade espressive. La collaborazione comunque continuerà, sia pur saltuariamente, fino alla fine di agosto con la partecipazione allo storico concerto dell'isola di Wight.
Il primo passo fu quello di tornare al trio classico, formula alla base del suo primo grande successo discografico, quel Now He Sings, Now He Sobs del 1968 che aveva raccolto numerosi elogi e diversi premi (compreso quello della Critica Discografica Italiana).
I nuovi compagni d'avventura erano il giovane bassista britannico Dave Holland (1946), anch'egli alla corte di Miles Davis, dove i due si erano conosciuti,
Il video seguente ci mostra Corea e Holland nel quintetto di Davis al Teatro Sistina di Roma il 27 ottobre 1969.


Il terzo membro era il batterista statunitense Barry Altschul (1943) già membro del trio di Paul Bley, pianista cui Corea allora si sentiva vicino.


La sensibile svolta stilistica è documentata nell'interessante album The Song of Singing (Blue Note BST 84353), registrato il 7/8 aprile 1970, in cui Corea, tornato al piano acustico, apre nuove frontiere a metà strada fra le concitazioni free ed un disegno melodico rarefatto e meditativo. I sei brani che componevano inizialmente l'LP (l'edizione successiva in CD contiene anche 3 inediti) erano tutti originali, composti dai membri del trio, tranne Nefertiti, il noto brano di Wayne Shorter. Brano che aveva anche dato il titolo ad un album di Miles Davis del 1967, primo del periodo elettrico, ma che Corea non aveva mai eseguito con Davis, almeno su disco, e che qui rappresenta una specie di work in progress della nuova fase, infatti il brano verrà ripreso e rielaborato, con il trio e con il quartetto, in diverse occasioni successive sia in concerto che su disco.


Il trio ebbe subito un certo successo, ottenendo anche importanti scritture in quello che era considerato il tempio del jazz d'avanguardia, il Village Vanguard. Il 13 maggio durante una di quelle serate, Jack DeJohnette presentò a Corea, un giovane sassofonista: Anthony Braxton (1945), allora ancora poco conosciuto, che venne invitato ad unirsi al trio.


L'idea risultò subito vincente, il lessico del polistrumentista, permeato di echi dell'avanguardia colta europea arricchiva e dilatava i confini musicali del gruppo. Dopo alcune altre occasionali esibizioni, nel mese di agosto1 (il 13 e il 19) il nuovo quartetto, che nel frattempo si era dato il nome di CIRCLE, entrò in sala d'incisione per realizzare 10 titoli che verranno pubblicati dalla Blue Note in due LP: Circling In (LA 472 H2 seduta del 13) e Circulus (LA 882 J2 seduta del 19). Tutti e dieci i brani sono stati ripubblicati nel 1992 dalla Blue Note in CD: Early Circle (CDP 7 84465 2).



Dopo queste incisioni il gruppo iniziò una serie di tournée, in California, poi in Europa e in Giappone, quasi sempre con grande apprezzamento dalla critica, un po' meno dal pubblico, non sempre abituato a questo nuovo genere di musica.
La casa discografica tedesca ECM, sempre attenta ai nuovi linguaggi, nel corso della tournée europea registrò ben due album, entrambi di grande successo, uno in studio con il trio (A R C - ECM 1009 gen 1971) e uno dal vivo con il quartetto ( CIRCLE – Paris Concert ECM 1018-1019 feb. 1971).


Quest'ultimo in particolare merita di essere riportato all'attenzione in quanto rappresenta una specie di manifesto delle concezioni estetiche del gruppo, ma anche il canto del cigno, in quanto ne è l'ultimo documento discografico. Il gruppo, infatti, concluderà la sua breve vita nell'estate dello stesso anno senza lasciare altri dischi.


Nonostante la scarsa documentazione quello che viene unanimemente riconosciuto a questo gruppo è di aver saputo prevedere con largo anticipo le nuove vie di sviluppo dell'improvvisazione che si sarebbero affermate sul finire degli anni '70.


A1. Nefertitti (W. Shorter) 18:26
A2. Song for the Newborn (D. Holland) 7:09


B1. Duet (C. Corea - A. Braxton) 10:55
B2. Lookout Farm (B. Altschul) - 73° Kalvin (variation – 3) (A. Braxton) 16:25


C1. Toy Room – Q & A (D. Holland) 24:44


D1. No Greater Love (M. Synes, I. Jones) 17:40

1In alcune note discografiche viene erroneamente indicato il mese di ottobre

P. S. 
Aggiungo un gradito commento dell'amico musicista Roberto Del Piano:

Hai proprio ragione: quel quartetto resta uno dei punti cardine della storia del jazz, paragonabile agli "Hot Five" di Armstrong, al quintetto di Parker con Davis, a quello di Davis con Wayne Shorter e compagni, al quartetto di Coltrane con McCoy Tyner, a quello di Ornette con Don Cherry; piccoli gruppi che hanno sintetizzato le vere importanti svolte del jazz (e ne ho lasciato dietro qualcuno, ne sono certo). Una straordinaria concrezione di passato, presente e futuro, il cui culmine è lo straordinario, inarrivabile "live". Musica che a distanza di tanti anni è ancora in parte sa decifrare, da indagare, sicuramene amare e fare sempre più propria. Un "must" assoluto.

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