Pubblicato sabato 10 febbraio 2007
Gazie alla cortesia di un caro amico sono finalmente riuscito ad ascoltare uno

Il risultato fu eccellente - come si può constatare dall'ascolto del disco - grazie anche all'apporto significativo del gruppo messo insieme dallo stesso Tommaso. Un disco in cui, sempre riprendendo dalle note di copertina, Konitz mostra il suo continuo rinnovarsi e la costante ricerca di nuove sonorità, anche con l'aiuto di dispositivi elettronici, novità particolare per l'epoca.
L'album è stato ripubblicato in CD nel 1999 dalla BMG, ma è ormai pressoché introvabile.
Stimolato da questa spendida musica ho ripreso in mano un vecchio album che vede insieme, quasi trent'anni dopo, gli stessi fiati: Konitz e Rava. Si tratta de L'Age Mûr (Philology W 123.2) nel quale i due sono accompagnati

Questo incontro non rappresenta un puro e semplice revival di quello storico del 1968. Gli anni non sono passati invano e la musica dei due, pur non rinnegando gli anni straordinari del cool, si è rinnovata e partendo da una serie di vecchi standards e da due composizioni originali, una di Rava, che dà il titolo all'album ed una di Konitz, si sviluppa con grande vitalità, crescente intensità e notevole fantasia. Inoltre bisogna anche tener presente che, in occasione del primo incontro, Rava era un giovane musicista emergente di fronte ad un grande maestro, mentre in quest'occasione anche lui è ormai un "mostro sacro" ed i due dialogano alla pari.
Siamo di fronte ad un ottimo disco per certi aspetti molto interessante, che però, a mio modesto parere, non raggiunge i vertici del precedente.
Per completezza ricordo che i due, nel 2004, si sono di nuovo incontrati in sala d'incisione, questa volta assieme a Phil Woods, in un album che la Philology ha dedicato alle composizioni dello stesso Rava: Lee Konitz, Phil Woods & Enrico Rava play Rava.
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