venerdì 2 dicembre 2011

Ella Fitzgerald e il duetto vocale

Pubblicato mercoledì 26 settembre 2007 


Proseguendo nell'arricchimento dei post sul Duetto vocale nel Jazz torniamo sulla grande Ella Fitzgerald che con Armstrong ha primeggiato in questo genere di performances. In questo video degli anni '50 la vediamo assieme a Nat King Cole, ospite del Nat King Cole TV Show, in una divertente interpretazione del classico It's Alright with Me di Cole Porter.


La sua grande versatilità vocale e la straordinaria vivacità sono confermate da questa brevissima clip di 30" con un altro grande vocalist Mel Torme.


Finora l'abbiamo vista duettare con voci maschili, ma anche con le partners femminili non se la cavava niente male, come ci dimostra questa "blues medley" con Dinah Shore ripresa agli inizi degli anni '60. L'orchestra che le accompagna è quella di Nelson Riddle, veramente straordinaria. 


Concludiamo questa breve rassegna spostandoci negli anni '80 dove la ritroviamo in una eccezionale performance a tre con altre due grandi: Peal Bailey, la padrona di casa, e la "divina" Sarah Vaughan.

Michel Petrucciani: genio e handicap

Pubblicato martedì 25 settembre 2007

Non so se vi è mai capitato di sentirvi vicino ad un personaggio al punto da considerarlo un «amico», pur non conoscendolo personalmente.
A me è capitato con Michel Petrucciani (1962 - 1999) e ricordo che otto anni fà la notizia della sua scomparsa il giorno dell'Epifania del 1999, mi rattristò come può rattristarti la perdita di un vecchio amico.
I motivi di questo feeling sono diversi. Innanzi tutto era uno di miei musicisti preferiti; lo seguivo fin dai suoi esordi discografici, l'ho ascoltato diverse volte in concerto, possiedo quasi tutti i suoi dischi e molti video dei suoi concerti, che rivedo e riascolto spesso con piacere.
Inoltre molti anni fà a Perugia, durante Umbria Jazz, in un ristorante, incontrai casualmente suo padre, venuto di corsa dalla Francia, per accompagnare il figlio in sostituzione di Lee Konitz, che all'ultimo momento aveva dato forfaitTra parentesi quell'esperienza fu lo spunto per un bellissimo album Conversation (with my father)



Fu un incontro molto interessante, appena capì che ero un vero ammiratore di Michel si aprì immediatamente. Parlammo a lungo del figlio e della sua musica, mi raccontò dell'educazione musicale che gli aveva dato, della fatica e dei sacrifici, che però ricordava con orgoglio, per essere riuscito, nonstante tutto, a farne un grande musicista. Quella sera dopo il concerto avrebbe dovuto presentarmi Michel, ma la cosa non fu possibile per colpa di un addetto al servizio d'ordine troppo zelante.
Inoltre Michel era un artista che si differenziava dagli altri per il suo particolare handicap, anche se non era il solo affetto da handicap, mi vengono in mente Ray Charles, Roland Kirk, Steve Wonder, Diane Schuur, ecc., che però erano o sono tutti ciechi.
Egli invece era affetto da una gravissima malattia delle ossa (osteogenesis imperfecta) che ne ostacolava lo sviluppo. Era alto poco più di un metro e, per molti anni, arrivava in scena in braccio ad una persona che lo sedeva al piano. Solo negli ultimi anni, grazie alla sua indomita forza di volontà, riusciva ad entrare in scena con le stampelle e, letteralmente, ad arrampicarsi sullo sgabello. Ricordo ancora che la prima volta che vidi quella scena mi commossi.
Infine egli era orgoglioso della sua origine italiana, suo nonno era della provincia di Salerno, amava l'Italia dove suonava spesso ed aveva inciso anche alcuni dischi.

Di seguito un video che contiene l'intero concerto realizzato al Village Vanguard di New York nel 1984, dal quale fu tratto anche un famoso album.


Infine un video-intervista realizzato nel 1997, poco più di un anno prima della morte, in cui Michel illustra il suo nuovo progetto del quintetto, fino allora il trio era stato il suo ambito preferito, quintetto con il quale aveva registrato un dei suoi ultimi album Both Worlds.
La formazione comprendeva i nostri Flavio Boltro alla tromba e Stefano Di Battista ai saxes (che per mettersi in luce erano dovuti emigrare in Francia), Bob Brookmayer al trombone ed i fedelissimi Anthony Jackson al basso elettrico e Steve Gadd alla batteria.


Si tratta di un doveroso omaggio ad un amico, che con il tempo cercherò di arricchire con altro materiale.

giovedì 1 dicembre 2011

Giovanna Pessi & Susanna Wallumrød - If Grief Could Wait (ECM 2011): felice connubio fra arpa e jazz.

L'uso dell'arpa nel jazz è una cosa molto rara, ma non impossibile, come dimostra questo primo album a proprio nome dell'arpista svizzera Giovanna Pessi.


Un disco coinvolgente e raffinato, che mescola melodie seicentesche con pezzi di Leonard Cohen e Nick Drake e che presenta le tipiche caratteristiche del catalogo ECM. 


Accompagnano la Pessi la cantante norvegese Susanna Wallumrød, dotata di straordinarie capacità vocali, Marco Ambrosini  alla Nyckelharpa (antico strumento svedese simile alla nostra viola d'amore a chiavi) 


e Jane Achtman alla viola da gamba.
Un disco interessante, diverso e fuori dagli schemi, che piacerà a chi cerca spunti evocativi e sonorità nuove.


Frank Sinatra & Louis Armstrong


Pubblicato martedì 25 settembre 2007

Da tempo cercavo questo video e finalmente l'ho trovato.
Si tratta di quel Birth of the Blues ripreso dursnte uno show televisivo del 1957, cui feci cenno nel mio post su Il duetto vocale nel jazz: ancora Louis Armstrong (qui).
I due sono in gran forma, l'esecuzione è eccellente e lo spettacolo è assicurato.



Frank Sinatra & Tom Jobim: due re Mida della musica

Pubblicato giovedì 20 settembre 2007


Continuiamo con l'arricchimento del progetto "Il duetto vocale nel jazz", anche se questa volta sarebbe più corretto dire "...nel jazz e dintorni" in quanto il video scelto ci presenta due artisti che non sono veri e propri  jazzisti, anche se con il jazz hanno sempre avuto saldi legami.
Si tratta di Frank Sinatra (1915 - 1998) e Antonio Carlos Jobim (1927 - 1994), due dei più straordinari e irripetibili fenomeni del panorama musicale del secolo appena trascorso.
Su Sinatra c'è poco ancora da dire, come indica l'appellativo "the Voice" è stato e resta il migliore e difficilmente ne arriverà uno che possa eguagliarlo.
Tom Jobim è stato colui che ha rivoluzionato la cosiddetta MPB (musica popolare brasiliana) al punto da far dire al grande maestro Vinicius de Moraes che «esiste una musica brasiliana prima di Jobim e una dopo Jobim».
Il filmato è stato realizzato nel 1967 all'epoca del boom della Bossa Nova, quando tutto veniva arrangiato "a bossa nova" e i due avevano appena realizzato uno storico album Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim, che ebbe un successo straordinario.





I puristi storceranno il naso in quanto si trattava di una delle tante operazioni discografiche a fini commerciali, ma i due erano come re Mida e tutto quello che toccavano diventava oro, sia economicamente, sia artisticamente, guardare per credere.


Frankie & Ella: mitici duetti


Pubblicato martedì 18 settembre 2007

Diversi mesi fà ho dedicato ben tre pagine al duetto vocale nel jazz: una a Louis & Ella (qui), una ancora a Louis Armstrong (qui) e una a Bing Crosby e Frank Sinatra (qui). In esse avevo inserito alcune pagine di una ricerca da me avviata tempo addietro e tuttora in stand by in attesa di trovare lo stimolo necessario per proseguirla.
In quelle pagine, per mie carenze tecniche del momento, mancavano completamente files audio e video. Poiché non avrebbe senso inserirli ora per allora ed avendo però, nel frattempo ritrovato alcuni miei vecchi video che possono in parte completare quelle lacune, ho pensato di metterli comunque in rete, cominciando da Sinatra ed Ella Fitzgerald, artisti ripetutamente citati in quelle pagine. In particolare riferendomi a loro mi rammaricavo del fatto che i due, visti i risultati dei loro incontri estemporanei, non fossero mai stati riuniti in sala d'incisione, dal loro connubio sarebbe senz'altro scaturito qualcosa d'eccezionale.
Nei tre video che ho scelto, che confermano quelle mie affermazioni, i due si cimentano in alcune straordinarie performaces, degne di attenzione sia per le eccezionali qualità vocali, sia per la verve scenica. Due straordinari artisti, veri geni dell' entertainement.
Il primo brano, realizzato nel 1959, è una gustosa parodia del famoso standard We Can Be Friends, tratto da un Frank Sinatra TV Show.


Gli altri due sono tratti da uno Special televisivo realizzato 8 anni dopo, nel 1967, diffuso anche in VHS e poi in DVD, in cui i due si cimentano prima in una vivace versione di Goin' Out of My Head e successivamente in un collage di standards.





Interessante anche l'evoluzione estetica negli anni della Fitzgerald da paciosa ed abbondante quarantenne, a raffinata ed elegante cinquantenne.

Gino Paoli incontra il jazz: Milestones

Pubblicato domenica 2 settembre 2007


Gino Paoli è più o meno mio coetaneo e le sue canzoni, con quelle di Tenco, De André e Lauzi, hanno fatto parte della colonna sonora della mia gioventù. Poi, negli anni, sia per il mio crescente interesse per il jazz, sia per il suo repertorio per me sempre meno interessante, ho smesso quasi completamente di seguirlo.
Pertanto è stata una piacevole sorpresa il suo ultimo album Milestones - Un incontro in Jazz uscito verso la fine di maggio, ma che solo da qualche giorno ho avuto modo di ascoltare. 



Risentire Sassi, La gatta, (conservo ancora il 45 giri Ricordi che comprendeva queste due canzoni) Sapore di saleIl cielo in una stanzaChe cosa c'è ed altri suoi successi, in questa veste jazz con l'apporto di musicisti del calibro di Enrico Rava e Flavio Boltro alla tromba, Danilo Rea al piano, Rosario Bonaccorso al basso e Roberto Gatto alla batteria è stata una vera emozione.
Molto belle anche le esecuzioni di classici standards come Time after time con in evidenza la tromba di Rava oppure I fall in love too easily e soprattutto Stardust, dedicata a Hoaghy Carmichael, un riconoscente omaggio al grande compositore statunitense che, dopo aver ascoltato Senza fine, gli scrisse complimentandosi e dicendogli che quella canzone avrebbe voluto scriverla lui.
Una struggente esecuzione accompagnata solo dai pianoforti di Rea e di Renato Sellani, aggiunto in questo brano.
Un album molto bello tutto da sentire e risentire.
Per rispetto alle norme sui diritti d'autore, trattandosi di un album uscito da poco non metto nessun brano da ascoltare, però su YouTube ho trovato un breve filmato ripreso da un concerto della tournée che questa estate, grazie al successo del disco, ha girato per l'Italia. La qualità lascia un pò a desiderare però un'idea dell'atmosfera la dà comunque.